Questo sito utilizza cookies per gestire autenticazione, navigazione e altre funzioni.
Navigando questo sito ti dichiari favorevole all utilizzo di questi cookies sul tuo dispositivo.
Accetti i Cookies?

Videogiochi e apprendimento: un nuovo studio

Rime e videogames 'curano' disturbi linguaggio nell'infanzia

Ogni tanto si ritorna sull’argomento e riteniamo che valga la pena riprendere questi studi e farci un po’ di sana pubblicità. Perché i videogiochi fanno bene, come ogni cosa se ben usata e sfruttata. È quanto è emerso recentemente dai risultati del progetto denominato "Communication Disorders: reducing health inequalities" (Problemi di linguaggio: ridurre i problemi di salute), avviato nel 2012 dall'IRCCS Medea - La Nostra Famiglia e approvato dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del Ministero della Salute. Dati alla mano è emerso che non solo è possibile effettuare uno screening precoce individuando i bambini a rischio già a 2 anni e mezzo, ma che è anche possibile correggere nella scuola dell'infanzia, giocando, molti dei problemi.

Giocando, appunto, e videogiocando sottolineiamo noi perché i miglioramenti nel campione analizzato che presentava problemi di linguaggio - valutati con un semplice test, il Language Development Survey, eseguito direttamente dai genitori - si sono avuti con una speciale “terapia” - definita percorso di potenziamento - seguito direttamente dalle maestre e che comprendeva anche un’ora al giorno trascorsa davanti a videogiochi creati ad hoc oltre a giochi di parole, rime, suddivisioni delle parole.

"Il campione - spiega Andrea Marini, ricercatore di Psicologia Generale presso l'Università di Udine - è stato  suddiviso in due gruppi composti sia da bimbi a rischio di sviluppare problemi del linguaggio che quelli senza problemi. Coloro che avevano seguito il percorso di potenziamento hanno ottenuto un sensibile beneficio già a distanza di poche settimane".

Lo studio, ideato dal direttore sanitario dell'Irccs Medea Massimo Molteni, ha coinvolto 742 bambini tra le provincie di Lecco e Udine, frequentanti il primo anno di scuola dell'infanzia ed è tutt'ora in corso per seguire i bambini nel tempo e valutare se i piccoli ne traggono benefici nel proseguo della carriera scolastica.

Attualmente è infatti il 20% la percentuale dei bambini in età prescolare che risulta a rischio di sviluppare disturbi del linguaggio (difficoltà ad articolare le parole, problemi lessico-grammaticali fino alla dislessia) e il 7% presenta difficoltà talmente accentuate che queste sono uno dei motivi di maggiore consultazione pediatrica e neuropsichiatrica nei primi anni di vita.

Ora grazie allo studio dell'IRCCS Medea - La Nostra Famiglia con videogiochi di azione e di abilità, rime, riconoscimento dei suoni, ripetizioni, giochi di parole sarà possibile intervenire già nella prima infanzia e si sa che in questo prima si interviene e più efficaci e più brevi sono i tempi di cura.  Il percorso di potenziamento dura soli 3 mesi e può essere fatto direttamente dalle maestre (appositamente preparate) nella normale attività scolastica. Il grande vantaggio, oltre al notevole abbattimento  dei costi a carico del Ssn per quelli che hanno bisogno di percorsi più articolati, è che i bambini con problemi meno gravi in questione non vengono 'sanitarizzati'.

Download Full Premium themes - Chech Here

София Дървен материал цени

Online bookmaker Romenia bet365.ro